Quando la Scienza è piegata dal Pregiudizio, alias: davvero la mappa di Piri Re’is NON ha alcunché a che fare con l’Antartide?!
E’ del 2000 un articolo sulla Mappa di Piri Re’is apparso sul Corriere.it, del quale riporto qui un brano sostanziale: “Charles Hapgood, membro della Royal Geographic Society e insegnante di scienze al Keene College nel New Hampshire, avanzò la stravagante ipotesi che le terre raffigurate nella parte bassa della mappa raffigurassero le coste dell’ Antartide libere dai ghiacci, disegnate da antichissime popolazioni in grado di sorvolare il continente. In sostanza, si ipotizzò che Piri Re’is avesse disegnato la sua mappa copiando un misterioso antichissimo documento. L’ ipotesi di Hapgood prese «valore scientifico» quando lo studioso ricevette una lettera dall’ Aeronautica degli Stati Uniti a cui aveva inviato copia della mappa per una valutazione. Nello scritto, a firma di Harold Ohlmeyer, Comandante dell’ 8th Reconnaissance Technical Squadron, si legge, tra l’ altro: «La pretesa che la parte inferiore della mappa ritragga la Costa della Principessa Martha nella Terra della Regina Maud in Antartide è ragionevole. Il dettaglio geografico riportato nella parte meridionale della mappa coincide in maniera stupefacente con i risultati del profilo sismico tracciato dalla Spedizione Antartica inviata dalla Svezia, dall’Inghilterra e dalla Norvegia nel 1949. Ciò dimostra che le linee costiere sono state cartografate prima che fossero ricoperte dalla coltre di ghiaccio». Hapgood stesso però, fece notare che «piccole» discrepanze tra l’ ipotetica carta originale della costa antartica priva di ghiacci e la carta di Piri Re’ is, erano dovute ad errori di copiatura e così lo stesso Hapgood si prese la briga di «correggere» diverse incongruenze. Ma sia Hapgood che Ohlmeyer commisero grossolani errori nella loro interpretazione. Uno sopra tutti: entrambi dettero per scontato che la topografia dell’ Antartide rimane invariata sia nel caso che il continente sia o no coperto dai ghiacci. Ciò non può essere vero. Se anche solo una parte dei ghiacci antartici si sciogliessero, le acque degli oceani si alzerebbero di decine di metri e le linee di costa cambierebbero drasticamente; inoltre, se liberata dal peso dei ghiacci, l’ Antartide si solleverebbe cambiando comunque le linee di costa. Le ricerche scientifiche, d’ altra parte, permettono oggi di affermare che le coste antartiche sono coperte dai ghiacci da almeno 14 milioni di anni a questa parte. La «presenza dell’ Antartide» sulla carta di Piri Re’is la si può comunque spiegare. Probabilmente L’ Ammiraglio avrebbe potuto seguire la tradizione di alcuni cartografi che, a cominciare dall’ inizio del 15mo secolo, indicavano un’ immensa massa di terra, posta a sud del mondo, che collegava l’ Africa all’ Asia. Partendo dal fatto che circa 1600 chilometri della linea costiera sudamericana, al di sotto del Rio de la Plata, sono omessi e la linea costiera piega a est, si può ipotizzare che la costa sudamericana «mancante» sia stata in realtà solo curvata verso est, proprio per «descrivere» la terra che i geografi dell’ epoca ipotizzavano tra l’ America e l’ Africa. La netta rotazione verso est della costa sembra peraltro sottolineata dal semicerchio che la linea costiera disegna verso il margine inferiore sinistro della mappa. In effetti, il tratto interpretato come «costa antartica» presenta una certa somiglianza con l’ attuale costa orientale del Sud America, dal Rio de la Plata fino alla Terra del Fuoco. In conclusione, la pretesa «costa antartica» è molto probabilmente il Sudamerica, «piegato» alle aspettative dell’ epoca.”
Nella prima edizione del mio libro nel 1998 ebbi modo di esaminare le evidenze relative alla famosa Mappa dell’Ammiraglio Piri Re’is. Le mie conclusioni furono largamente un’anticipazione dell’Articolo citato qui sopra. Differenze permangono là dove l’Articolo pretende di forzare che la continuità tra la Terra del Fuoco e quella che Harold Ohlmeyer ipotizzava fosse la Terra di Graham sia invece una strana “curvatura” del profilo della parte finale dell’America meridionale verso Est. Suffragare tale deduzione affermando che quel tratto di mappa “assomiglia” al profilo costiero più meridionale dell’America appare alquanto semplicistico. Dalla figura sotto si vede infatti che il profilo costiero, ad onta delle numerose approssimazioni nella Mappa, non solo non “assomiglia” ma “è” quello che dovrebbe essere, non è affatto “curvato” verso Est e termina dove ci si aspetta che termini; inoltre, che subito dopo c’è una forma peninsulare che non può essere in alcun modo identificata col lato Ovest della punta (da un latola mappa è chiaramente “atlantica” e dall’altro non si vedrebbe perché mai alla eccezionale precisione del profilo costiero meridionale perlomeno dal Golfo San Jorge fino a quel punto dovrebbe corrispondere una simile “castroneria” più sotto) e che dunque necessita di altra “spiegazione”.
Comunque, le varie valutazioni mi portarono ad affermare che per quanto riguarda quella parte di Mappa essa di certo “.. fu fatta sulla base d’informazioni di seconda mano ed incomplete ... le extrapolazioni ne minano severamente l’attendibilità e, per quanto sensazionale sia la mappa in sé, non consentono certo di affermare che essa dipinge i tratti costieri dell’Antartide come dovevano essere 9-10.000 anni fa. Quel che è certo invece è che essa rappresenta le coste americane, africane e parte di quelle antartiche con l’informazione sostanziale che esse sono state esplorate prima del 1513″ [cfr.: “La Settima Piramide(Oltre Eden)”, Cap. 5.1].
Assai fantasiose erano poi le tesi che le coste dell’Antartide sarebbero state osservate prive di ghiacci in un tempo successivo alla fine della glaciazione di Wurm o che l’Antartide fosse un tempo dislocata a latitudini tropicali “… i ghiacciai antartici sembrano retrodatabili di almeno 7 m.a. in base a stime effettuate su “prodotti vulcanici associati a depositi morenici” (cfr.: “Geologia e Paleobiologia dell’era glaciale”; A. Malatesta, pag. 74); il paleomagnetismo fornisce stime ancora più antiche sulla condizione dell’Antartide. In base ad esso, l’Antartide sembra essere rimasta in posizione polare a partire da almeno 120 m.a. fa (cfr. Appendici, 22.1.2 e relativa bibliografia)” [cfr.: “La Settima Piramide(Oltre Eden)”, Cap. 5.1].
Le mie valutazioni, tenuto conto anche di testimonianze collaterali, mi portarono alle conclusioni sinteticamente descritte nel primo WEBSITE e in questo BLOG alla pagina “Dalla Palestina alla Mappa dell’Ammiraglio Piri Re’is”, vale a dire a ipotizzare che detta Mappa, nella fattispecie della parte più meridionale, sia stata parzialmente costruita su frammenti di informazioni risalenti a gente che aveva davvero esplorato i tratti costieri dell’Antartide più vicini al Sud-America nel quadro di esplorazioni del tutto non ufficiali, che precedettero di parecchio la “conquista” di Cristoforo Colombo e realizzabili da gente non priva di mezzi finanziari e tanto fortemente motivata quanto i Templari, la cui pratica Esoterica aveva tratti di unione fortissimi con l’Antica Tradizione sciamanica, poi evolutasi in Metafisica organica in più parti del Mondo, conosciuto e non. I frammenti di informazione non bastarono a includere il Canale di Drake ed ecco come mai la Mappa assunse la forma che conosciamo.
Quanto poi al legame tra l’Antartide e l’Isola Atlantide di Platone, suggerito da diversi autori, alcuni dei quali propensi anche a rivoltare la Terra e a trascurare la Geologia, la Paleontologia e l’Antropologia pur di sostenere quest’idea, analogamente a quanto altri hanno fatto per sostenere le macchine volanti di 9.000 anni fa, io dimostro che è altamente probabile che ogni legame derivi più semplicemente e razionalmente dalla Migrazione che portò uomini non già di 9.000 bensì di 12.000 anni fa dal Pacifico all’Atlantico attraverso il Canale di Drake e poi su per le coste dell’America meridionale fino a raggiungere il Mare Nostrum e le coste dell’Africa settentrionale inoltrandosi dalla foce del Rio delle Amazzoni verso Nord-Est e le coste dell’attuale Mauritania. Moltissimi elementi guidano verso la conclusione che quei migranti possano aver temporaneamente colonizzato la Terra di Graham piuttosto che una inospitale Terra del Fuoco e consentono di distinguere tra ciò che nel Timeo e in altre fonti, come la Torah, è Storia e cosa invece è Mito e di concludere che a guidare i Templari in quella direzione siano stati brandelli di memoria millenaria da loro “dissotterrati” in Medio Oriente e forse finanche più oltre.



