A supporto della Tesi sulla Responsabilità degli Impatti nell’Evoluzione della Specie umana
Nel 1999, l’anno in cui uscì la prima Edizione del mio lavoro, allora ancora col vecchio titolo “Oltre Eden”, uscì anche un articolo a cura di Emilio Spedicato, Università di Bergamo, sull’argomento in oggetto. L’articolo, scritto in Inglese, citava precedenti pubblicazioni sulla materia in questione e lavori di Immanuel Velikovsky risalenti agli anni ’50, oltre ad altre fonti. Dal Sommario: “Passiamo in rassegna recenti ritrovamenti di collisioni catastrofiche tra la Terra e Comete o Oggetti Apollo con particolare attenzione agli effetti climatologici. Discutiamo l’Ipotesi che l’ultima glaciazione fu attivata da una collisione continentale e fu terminata da una oceanica (il più recente periodo glaciale è iniziato circa 110.000 anni fa ed è terminato intorno al 9.600 – 9.700 a.e.v.; NdR). Proponiamo che durante la glaciazione condizioni climatiche sufficientemente buone permisero lo sviluppo di civiltà di alto livello alle basse latitudini. La Storia platonica di Atlantide è interpretata come una descrizione essenzialmente corretta di una Potenza politica attiva nel periodo finale dell’ultima glaciazione. Sono offerti argomenti per l’identificazione di Atlantide con Hispaniola. La catastrofe che distrusse la civiltà Atlantidea è identificata con la collisione oceanica che pose fine alla glaciazione. Proponiamo inoltre una nuova interpretazione delle storie diluviane della Bibbia e dell’epica di Gilgamesh e delle origini della civiltà Camuniana”.
Trovai quest’articolo dopo la fine della mia ricerca e lo trovai interessante e confortante perché da un lato sosteneva decisamente l’esistenza delle discontinuità evolutive nella Storia dell’Uomo di cui ho scritto nell’Introduzione al mio libro, dall’altro rinforzava altrettanto decisamente la tesi che tali discontinuità fossero dipese da eventi catastrofici di origine extraterrestre, ossia la conclusione che per me è una conclusione logica estraibile dagli elementi della Memoria storica suffragata dai dati scientifici sperimentali.
L’articolo si spendeva molto sul tema degli Oggetti Apollo e delle Comete, sulla loro genesi e sulle loro caratteristiche orbitali, talché si può parlare di periodicità degli Impatti di varie classi, come anch’io scrivo nel mio lavoro sulla base di testimonianze scientifiche. Inoltre, esso riconosceva come me sia nella mitica catastrofe “atlantidea” sia nel Diluvio biblico estremi sufficienti per parlare di Impatto cosmico.
La mia Tesi, che si basa sostanzialmente sull’analisi dei Miti e dei Sistemi metafisici mondiali e poi effettua un confronto interdisciplinare con evidenze appartenenti alle discipline più comunemente definite “scientifiche”, porta però a conclusioni in parte diverse: ad esempio in “Oltre Eden” e poi in “La Settima Piramide”, il tema della localizzazione dell’Atlantide è considerato irrilevante nel momento in cui si può dimostrare che è altamente probabile che si stia parlando di una Civiltà diffusa, distribuita, senza un centro politico del genere di quello di cui si parla nel Timeo e nel Crizia, ma con determinate caratteristiche etiche di altissimo livello, una civiltà ormai atlantica, ma di più probabile origine australe, più precisamente dall’Oceano pacifico attraverso il Canale di Drake. Curioso che in quell’articolo, mentre si sosteneva Platone al 100%, d’altro canto si ammettevano errori solo per una parte del discorso ossia quella concernente l’ubicazione della mitica Isola. Ora anch’io considero reali le “extrapolazioni platoniche”; ciò è infatti assai più che comprensibile se si tien conto che si sta parlando di testi redatti nel VI secolo a.e.v. su nozioni apprese in Egitto un secolo prima e a proposito di eventi di 9.000 anni ancora indietro e in un contesto in cui si sta cercando un modello politico da proporre alla Grecia contemporanea. Nondimeno, ciò deve indurre a concentrarsi sull’essenza del discorso e quell’essenza non è certo nella definizione di un’Isola organizzata come Susa o Babilonia 10 millenni prima dell’era volgare, o in un’Isola grande quanto Libia e Asia (Minore) messe insieme. Dire poi che una tale Atlantide dovrebbe stare 60 metri sotto la superficie del mare presso Hispaniola è strano perché una struttura importante come quella non sfuggirebbe a lungo nemmeno alla ordinaria opinione pubblica e oggi la scoperta sarebbe cantata come l’evento più importante di tutta la Storia dell’Umanità. Viceversa, è certo che insediamenti concreti di origine pre-atlantidea e/o atlantidea siano davvero finiti sott’acqua dopo la catastrofe, come testimoniano i reperti di Bimini o quelli di Okinawa (piramidi o non piramidi) etc…., ma quando ormai gli Atlantici (o Atlantidi) erano già da tempo insediati nel Mediterraneo in forza della Migrazione primaria dalla “Terra madre” che aveva possibilmente originato quelle stesse colonie poi sommerse oltreoceano. Infine, l’ultima cosa essenziale sulla quale la mia idea e quella dell’articolo divergono nettamente è l’identificazione del Diluvio biblico con la catastrofe atlantidea, cosa secondo me resa alquanto improbabile dall’incrocio della Genesi con i Dialoghi di Platone ed altre testimonianze classiche, cosa che fa piuttosto e decisamente puntare nella direzione di 2 Eventi da Impatto consecutivi a distanza di circa 1.700 anni l’uno dall’altro e con caratteristiche di massa, ubicazione e conseguenze decisamente diverse.
In ogni caso, di là dalle divergenze, restava la sostanziale uniformità delle due concezioni rispetto al problema nevralgico del gap culturale che fu provocato dalle catastrofi e della regressione culturale. Atlantide è importantissima; capire cosa è accaduto alla fine del Paleolitico è essenziale per noi, perché aiuta a capire che noi non siamo figli di un’Evoluzione ma di un Processo Involutivo, che la nostra Società non è il culmine dell’Homo Sapiens Sapiens (!!!) e il XX Secolo non è il Tempio della Super Scienza e della Super Tecnologia, come a molti piace affermare o credere e ai più è instillato come un dogma, e ciò ci porta agli altri aspetti della Storia che finora non ho mai esposto nell’originario sito WEB né in questo BLOG ma che ho discusso ampiamente nel mio lavoro circa le conseguenze “in origine” di certe mescolanze etniche e culturali e poi delle catastrofi sul modello di sviluppo post day-after, uno sviluppo basato su Tecnologia di basso profilo a spese dell’Ecosistema, altamente invasiva, e, in totale opposizione agli orientamenti morali dell’epoca aurea, su un’Etica di tipo Caino, la quale, in meno di 10.000 anni, ci ha portato alla situazione peggio che precaria in cui siamo ora, schiavi di idoli, di religioni politiche e di sempre nuove superstizioni, nonostante gli avvertimenti e il lavoro millenario più o meno sotterraneo dei Custodi dell’Antica Tradizione.


